Notturno

Short experimental documentary, duration: 15 min, 2016, HD color 16:9

Un groupe de femmes aveugles parlent, se racontent, esquissant ainsi leur propre mode de vie à travers la mémoire sensorielle, le chant et le rêve. Un paysage imaginaire aux limites de l’obscurité, reconstruit à travers leur voix. J’ai travaillé avec un groupe de femmes aveugles, étudiant leur manière de percevoir le temps. J’ai enregistré leur voix, pour ensuite les restuer dans mon imaginaire visuel, en me m’imposant des contraintes de lumière qui m’obligeaient à me positionner à la limite de l’obscurité. En collaboration avec l’Institut des aveugles de Milan. Mise en scène, images vidéo et montage vidéo: Fatima Bianchi. Mix Audio: Nicola Ratti

  • Premiere at 73°Venice Biennale, International Critic’s Week 2016, section Sic&Sic
  • Festa Cinema italiano de Lisboa 2017
  • Festival Les Instants Vidèo de Marseille 2016
  • Festival Cine de Madrid 2016
  • Festival Kino Panorama Rome 2016
  • Filmmaker Festival, Milan 2016
  • Mostra de Cinema Italia de Barcellona 2016
  • Rassegna Filmidee Polo del Novecento, Torino 2017
  • Fondazione Serughetti La Porta di Bergamo, serie di incontri sul tema dello “sguardo” affrontato sotto diversi aspetti, da quello antropologico-filosofico a quello prettamente clinico.
  • Fying Film Festival 2017

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Un gruppo di donne cieche parla, si racconta, facendo riaffiorare il proprio modo di vedere attraverso la memoria sensoriale, il canto e il sogno. Un paesaggio immaginario ai limiti dell’oscurità ricostruito attraverso le loro voci. In collaborazione con l’Istituto dei ciechi di Milano, 2016. Regia, riprese, e montaggio: Fatima Bianchi. Audio mix: Nicola Ratti

Chi non ha accesso ad un’esperienza visiva dello spazio pensa al tempo in modo diverso? Quali strutture sono implicate nella percezione del tempo e di altri concetti astratti quando non è possibile vedere? In una serie di workshop che ho tenuto all’istituto dei ciechi di Milano, ho conosciuto un gruppo di donne non vedenti. Mi sono avvicinata al loro modo di vedere, di sentire, sognare e di vivere. Mi sono fatta guidare dalle loro voci come fossero dei paesaggi, narrazioni quotidiane che prendono vita in un immaginario visivo al limite dell’oscurità.